Il kripton appartiene ai gas nobili: il suo guscio elettronico esterno è già completo, chimicamente "soddisfatto". Per gran parte della storia della chimica questi elementi sono stati considerati inerti per definizione, incapaci di formare legami con chiunque altro.
Eppure il kripton ha avuto anche un ruolo di protagonista assoluto: dal 1960 al 1983 il metro campione è stato definito ufficialmente a partire da una delle sue righe di emissione, quella arancione dell'isotopo Kripton-86. Un elemento troppo "educato" per legarsi chimicamente, ma abbastanza preciso da misurare il mondo intero.